La ricetta

Il mio compagno lavora nel mondo della ristorazione.
Studia e combina i sapori dei prodotti della sua terra, li mescola con sapienza alle fragranze delle erbe aromatiche, li racchiude in impasti preparati con cura e pazienza.
Lui ama il suo lavoro, lo ama alla follia.

Da quando le regole della quarantena sono diventate così stringenti, il posto in cui lavora ha chiuso. Così, si è ritrovato dall’oggi al domani a ricostruire la sua quotidianità, a sentire altri profumi, a vivere con nuovi ritmi.

Il mio compagno è un uomo riservato, pragmatico, con i piedi per terra. E ha uno sguardo limpido e generoso.

È un chiodo piantato per terra, a differenza di me, che sono un palloncino fluttuante nell’aria. Oggi lo guardo, e senza dirglielo lo ringrazio per quello che mi sta insegnando, perchè io non so cosa farei se fossi al suo posto. Sebbene stia subendo una condizione difficile ha trovato il modo di ribaltare la sua situazione e si dice fortunato: può riposare un po’ di più, studiare nuove ricette provandole a casa, giocare ad intagliare la frutta.

È fortunato, questo dice, anche se non può lavorare con la sua squadra in cucina. Fortunato anche se non può scegliere i prodotti più freschi dai banchi del mercato al mattino presto. Fortunato, anche se la cassa integrazione chissà quando arriverà.

Ma adesso glielo dico io chi è la persona veramente fortunata. Che la ricetta più buona e genuina è il suo modo di affrontare tutto questo. E che questa ricetta me l’ha regalata dal primo momento.
Sì, glielo dico; magari tra un po’, prima mangio la prelibatezza che ha preparato oggi.